Seminare il buon seme

Fratelli, noi vogliamo salvarci dormendo e per questo ci perdiamo d’animo, ma basta poca fatica: e allora fatichiamo, per ricevere misericordia.


Se uno ha un podere e lo lascia incolto, quanto più lo trascura tanto più si riempie di spine e di triboli. E quando va a ripulirlo, quanto più ne è pieno, altrettanto le sue mani devono colar sangue.
Chi vuole ripulire il proprio podere deve perciò anzitutto sradicare bene tutte le erbacce: se non tira via bene tutte le radici ma si limita a tagliarle di sopra, quelle ricrescono.
Così è anche per l’anima.
Prima di tutto bisogna recidere le cattive abitudini, non solo lottando contro di esse, ma anche contro le loro cause, che sono le radici. Poi bisogna esercitare bene i propri costumi; solo allora si comincia a seminare bene il buon seme, che sono le opere buone.
Chiunque voglia salvarsi deve non solo non fare il male, ma anche operare il bene. Ma chi semina oltre a gettare il seme, deve anche seppellirlo nella terra, perché non vengano gli uccelli a portarlo via; e dopo averlo nascosto aspetta la misericordia di Dio finchè mandi la pioggia e il seme cresca.

seme germoglio
Così anche noi, se mai facciamo qualcosa di buono, dobbiamo nasconderlo con l’umiltà e affidare a Dio la nostra debolezza, chiedendogli che approvi la nostra fatica, perché altrimenti è vana. Talvolta poi, dopo che il germoglio è cresciuto e ha fatto la spiga, arrivano le cavallette o la grandine o altri guai e distruggono il raccolto.
Così è anche per l’anima; sicchè chi vuole veramente salvarsi non deve star tranquillo fino all’ultimo respiro. Bisogna dunque faticare, stare molto attenti e pregare
Dio sempre perché ci protegga e ci salvi lui con la sua bontà, per la gloria del suo santo nome.

(Doroteo di Gaza, Insegnamenti Spirituali XIII)

briciole di vangelo

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