Sensazioni

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Sotto la volta di un tramonto senza pari, il mare era un tripudio di colori. Il vecchio li beveva avidamente nel loro lento mutarsi l’uno nell’altro, fondersi, dileguarsi. Li assaporava con un lento muovere di labbra, che ripetevano mute le parole che udiva dalla nipotina accanto a lui. Era cieco, ma la superficie del mare l’aveva conosciuta nei suoi centomila volti e non ce n’era uno che gli fosse ignoto. Per cui, quando la bambina, distrattamente, gli disse:
“Adesso, nonno, il rosa si trasforma lentamente in giallo”, le obiettò sorridendo:
“E’ impossibile, bimba mia; ti sei distratta…”.
“Scusami, nonno, è vero: non è giallo, è arancio. Ma com’è possibile che tu veda meglio di me?”
Rispose il vecchio:
“E’ che tu, l’armonia dei colori la vedi, io la sento”.