Si possiede solo ciò che si dona

non di solo pane 720Nel nostro opulento mondo occidentale ci riesce difficile comprendere che cosa significhi avere fame e poi, in modo sorprendente, essere saziati con abbondanza. Nel nostro mondo presuntuoso siamo convinti di avere risposte tecniche ed efficaci per ogni problema ed è perciò più arduo saper apprezzare gesti gratuiti. Alle prese, malgrado tanto progresso, con le realtà macroscopiche di gente che spasima sotto la soglia della sopravvivenza fisica e altra – anche (soprattutto?) nel mondo ‘ricco’ – che boccheggia per mancanza di valori, di senso, di una qualità umana del vivere, sono disposto a mettere in gioco i miei «cinque pani e due pesci»? Ho il coraggio di perderli per darli al Signore, così che tanti possano vivere? È un gesto impossibile fin quando penso che ho di ritto a tenermi ben stretto ciò che possiedo. Riesco a condividere solo se cambio mentalità, e quindi sguardo: se non vedo nell’altro un rivale, ma un figlio come me dell’unico Padre; se comprendo che insieme siamo parte di un unico corpo. Allora ciò che ho – e più ancora ciò che sono – non è dato a me perché solo io ne goda, ma mi è affidato perché tanti possano divenirne partecipi. Qualcuno ha detto che si possiede veramente solo ciò che si dona. Il miracolo della “moltiplicazione dei pani” può continuare, se lo permetto…

briciole di vangelo

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