Un vecchio ubriaco

IN-MONTAGNA-a31892367

Advertisements

Un  povero vecchio ubriaco/ che trascina malcerto i suoi passi,/ goffamente  incespica e cade;/ di sangue e di polvere intriso,/ un’oscura bellezza ravviso./  In sembianza d’uccello ferito,/ dalle ali stroncate e pesanti,/ mi rammenta che  un angelo vinto/ dal suo cielo nativo scacciato/ è l’uomo, ed il volo ha  scordato.

Advertisements

Quante volte ci è  accaduto di seguire con curiosità e malinconia l’incedere sconnesso di un  barbone ubriaco. In quella figura simboleggia una parabola della stessa  natura umana, una raffigurazione del paradiso, del nostro splendore offuscato,  della primitiva bellezza angelica impiastricciata di fango. Ma al di là di  questa metafora alta e “autobiografica” per ogni creatura umana, vorrei  richiamare la bontà e la potenza dello sguardo della poesia e della fede.  Entrambe, infatti, sanno sempre intuire – anche dietro i lembi cadenti di un  volto e persino nell’abbrutimento e nella miseria – «un’oscura bellezza». Ogni  persona ha in sé una stimmata di luce, ha sempre qualche tratto dell’immagine divina su cui fu modellata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *