Analisi della parabola del Padre Buono: (1parte)

Il Padre:

Il rischio educativo di Dio E il padre divise tra loro le sostanze ….
padre-misericordiosoDio rispetta le decisioni dei suoi figli, sempre. Dove c’è costrizione, coercizione, pressione non c’è amore. Dio non si impone, si propone. Di fronte alle richieste del figlio minore vi è solo un atteggiamento di profondo rispetto nei confronti di una decisione nata nel cuore confuso di una creatura che vuole provare a “fare da sola…”. Dio ci vuole liberi: di rimanere o di andarcene. La fede è vera e autentica solo quando è pura adesione ad un
progetto, ad un amore, ad una Persona. Dio è amore e nessuno può costringere ad amare, neppure l’Onnipotente. L’unico sentimento esente da una qualsiasi forma di coazione è proprio un atto d’amore. Non lo puoi comperare, pretendere, vendere. Le tinte del bene sono calde, composte dalla delicatezza della condivisione, dall’armonia di intenti, dalla comunione di cuori. Le devi accettare, ti devono piacere. Educandoci all’amore, Dio ci educa alla libertà, la quale comporta il rischio di un rifiuto, di una rinuncia, di una scelta. Il Padre ci vuole figli, non servi. L’unica cosa che Dio fa nei confronti dei suoi figli, il dono prezioso che deposita nel profondo del cuore e della coscienza degli uomini, è il dare a ciascuno la propria parte, una briciola della sua sostanza, un’ immagine da portare impressa per sempre, per l’eternità. All’interno di questa tela, questo “nostro”, questo retaggio siamo chiamati a compiere l ’opera, il capolavoro dell’esistenza. Un quadro da comporre da protagonisti, nell’unicità del proprio essere. Qualcuno lo compone fuori dalle logiche della divina provvidenza, seguendo le mode correnti, la guisa di comodo che reca un futile e passeggero successo, le suggestioni di un paese lontano che lasciano l’ effimero, un labile e caduco senso vitale che termina la sua breve corsa nel vuoto di un letamaio. Altri seguono la staticità e l’ossequio a canoni che ti mettono al sicuro, fuori da qualsiasi rischio; tinte scontate, paesaggi privi di una ben minima parvenza creativa. Composizioni degne di essere appese nelle case dei servi. Infine vi sono composizioni ricche di colori, vive, che parlano ed esprimono il dramma dei figli. Ci sono pennellate di fragilità, ombre buie illuminate qua e là dai tiepidi colori della pietà, che una mano invisibile ha tratteggiato con velata discrezione, paesaggi baciati dal sole, nubi che si addensano all’orizzonte e poi ancora l’azzurro… Strade che si incrociano, mani che si stringono, lacrime che formano piccoli rigagnoli sulle scoscese colline lontane. La mano del figlio, che nei passaggi più delicati dell’opera viene guidata dal tocco divino, compie la sua opera. Tele che finiscono nella pinacoteca paterna. Amore che libera e tesse la sua melodia sui righi della responsabilità. Questo il rischio educativo di Dio: amare i propri figli lasciandoli liberi, dandogli la dote necessaria per tessere la tela della propria esistenza.