Recentemente in una breve intervista ho sentito l’attrice Claudia Koll affermare che il “bene” non ha bisogno di essere troppo pubblicizzato”: l’importante è che si realizzi e che “questo avvenga agli occhi del Signore”. Ci sono tanti gesti d’amore, continua la Koll, “che conosce solo il Signore e chi li riceve e chi li ha donati”. Nella nostra società virtuale, crediamo che solo quello che viene ingrandito dalla lente di una telecamera abbia senso. “Non è così”, continua l’attrice, “ha senso la nostra vita nelle verità, nella quotidianità, nella semplicità di tutti i giorni”. Condivido pienamente  questo concetto di bene esposto con serenità, con convinzione e con semplicità che si lega perfettamente al concetto di “segreto”. Il Signore ci conosce, sa cosa è meglio per noi, e se lascia che nel nostro cuore cada ciò che non può essere stabile, spiegato e concreto vuol dire che nella sua piccolezza contiene una grandezza incalcolabile. Nel segreto dell’anima infatti si prega e si ama anche al di là del tempo, come ci illustra bene questa storiella: “Un contadino da quando gli era morta la moglie si era affezionato ad un ciliegio. Lo andava a guardare tutte le mattine e gli toccava il tronco con una mano. Il contadino si alzava e andava a toccare e a parlare col ciliegio che in breve tempo mise mille foglie sui rami. Un giorno il contadino era al mercato e sentì un irresistibile desiderio di tornare ai suoi campi. Gli sembrava che il ciliegio avesse bisogno di lui. Lo trovò che era tutto fiorito e pareva gli sorridesse. Il contadino siede sotto l’albero con le spalle appoggiate al tronco e d’improvviso gli piovono sul corpo tutti i petali del ciliegio in fiore”. Sì, nella gioia e nella sofferenza  “il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà”.

 

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