Io sono la porta

 

 

Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo.

 Gesù dice che per entrare nell’ovile di Dio, che è lo spazio della libertà e della vita vera, bisogna attraversare una porta. Questa porta era chiusa, a causa del “no” che l’uomo aveva detto a Dio. Questa porta, inoltre, era stretta, difficile ad aprirsi, bassa, faticosa per chi, a forza, avesse voluto aprirla. Però era la porta della vita. Gesù la spalancò col duro cimento della sua morte in croce. Ma qui Egli approfondisce ulteriormente il discorso dicendo che la porta è Lui stesso. Ed è un’immagine ancora più efficace nell’esprimere l’idea di fondo: Gesù è il senso dell’esistenza: la mia, la tua, quella di tutti. E’ il senso, il contenuto più vero e nobile e la condizione per avere orientamento e giungere alla meta. Gesù dà senso al nostro esistere perché dice che passando per dove Lui è passato (passione, morte ma anche resurrezione) realizziamo noi stessi e qualifichiamo, attorno a noi, la vita. Gesù è il contenuto del nostro esistere perché Lui stesso ha detto: “Io sono la vita”; Gesù è la condizione, l’orientamento per giungere là dove è Lui stesso a condurci: con sé al Padre nella forza-Amore dello Spirito, in un clima di agilità, di libertà e vita piena (“entrerà, uscirà, troverà pascolo”).