Perchè gli uomini si sentano più vicini
«Dobbiamo imparare a vivere tutti insieme come fratelli, altrimenti finiremo per morire tutti insieme come idioti ». Martin Luther King
Sappiamo che il nostro cuore è fatto per l’amore e nonostante questo non riusciamo a fare a meno di provare un intimo piacere nell’opporci, nel contraddire, nel contrastare. È come se il consenso, la riconciliazione, i gesti di pace fossero considerati slanci positivi, sì, ma anche sdolcinati — sottinteso: non possiamo certo passare tutto il tempo ad amarci gli uni gli altri! E perché no? È il senso stesso della nostra esistenza sulla terra: operare perché gli uomini si sentano più vicini fra loro e, come dice la splendida frase di Paul Ricoeur «trasformare ogni ostilità in tensione fraterna». In effetti non si tratta di cancellare le differenze e neanche di rifiutare le divergenze di opinione: l’amore, la fraternità, l’amicizia riposano innanzitutto nel mutuo rispetto e non in falsi ideali di fusione. La «tensione fraterna » suppone vigore nella relazione, confronto appassionato, animato da uno sguardo che vede nella differenza non un motivo di litigio ma una meravigliosa occasione di mutuo arricchimento.

