Ad occhi ben aperti

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L’occhio guarda, per questo è fondamenta­le. E l’unico che può accorgersi della bellezza. La bellezza può passare per le più strane vie, an­che quelle non codificate dal senso comune. La bellezza si vede perché è viva e quindi reale. Ecco perché bisogna stare dalla parte dell’occhio, l’oc­chio che osserva, scruta i dettagli e l’orizzonte insieme, vede le piccole e le grandi cose, il gesto minimo e l’azione prolungata. E la cecità allora? No, la cecità non è un problema, almeno fino ad un certo punto. Il cieco vede gli odori, riconosce i movimenti dell’aria, si accorge con la sua sensibili­tà. Perché la bellezza quando appare, sposta tutti i sensi e si sa anche far ascoltare. No, la cecità non è un problema. Il problema è avere occhi e non saper vedere, non guardare le cose che acca­dono, nemmeno l’ordito minimo della realtà. Occhi chiusi. Occhi che non vedono più. Che non sono più curiosi. Che non si aspettano che accada più niente. Forse perché non credono che la bellezza esista. Ma sul deserto delle nostre strade Lei passa, rom­pendo il finito limite e riempiendo i nostri occhi di infinito desiderio.

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Patrizio Barbaro

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