Atti degli apostoli: Introduzione all’azione dello Spirito

Abbiamo analizzato insieme l’introduzione ai primi capitoli degli Atti degli apostoli e ai secondi. Facciamoci ora un breve viaggio alla scoperta dell’azione dello Spirito Santo:

Introduzione all’azione dello Spirito Santo

spirito santo

Quello che subito balza agli occhi è la dedica: Luca scrive come se parlasse ad un certo Teofilo (un cristiano? un nome simbolico per dire i credenti? Teofilo vuol dire infatti “amico di Dio” non lo sappiamo con certezza). Parla di Gesù che… prima di salire al cielo, per mezzo dello Spirito Santo, aveva dato istruzioni agli apostoli, lo stesso Gesù che non fa niente senza lo Spirito Santo. Vediamo insieme dove troviamo l’azione dello Spirito Santo nei vari capitoli:

1,5 È Gesù che parla agli apostoli: “…voi sarete battezzati con lo Spirito Santo…”. È Gesù stesso che lo promette quindi di fondamentale importanza.

1,8 Gesù sta per salire al cielo:”…ma riceverete su di voi la forza dello Spirito Santo che sta per scendere… Egli vi renderà testimoni in Gerusalemme, nella Giudea e in tutto il mondo.” Notate: L’universalità della missione è annunciata fin dall’inizio. Però gli apostoli ne diventano coscienti pian piano, quasi come se dovesse penetrare in loro fino al midollo.

2,33 E Pietro che parla, a Pentecoste: “Gesù è stato innalzato accanto a Dio e ha ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che era stato promesso…”. È Gesù che lo riceve per primo, lo riceve quando inizia la sua missione, nel battesimo, lo riceve quando sale al cielo e da lì lo invia sugli apostoli.

10,38 Si parla ancora dello Spirito nel suo rapporto con Gesù. Pietro, in casa di Cornelio, dà l’annuncio della salvezza: “Gesù, che Dio ha consacrato con lo Spirito Santo e con la sua potenza.”

2 Lo Spirito non soltanto riveste Gesù ed è da lui promesso, ma è dato da Gesù agli apostoli.

2,4 È il momento della Pentecoste classica, che tutti conosciamo: “Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in lingue…”

4,31 Cominciano i primi scontri tra la piccola comunità cristiana e il Sinedrio. Pietro e Giovanni vengono frustati e lo raccontano alla comunità com’è andata prima di iniziare a pregare. “Appena ebbero finito di pregare il luogo tremò. Lo Spirito Santo venne su ciascuno di loro e cominciarono ad annunciare la parola di Dio senza paura…” È una seconda Pentecoste, e avviene per gli apostoli uniti alla prima comunità.

spirito santo

5,32 Stavolta è Pietro che parla davanti ai capi del Sinedrio, accusato perchè ha compiuto un miracolo nel nome di Gesù, senza essere da loro autorizzato: “Noi siamo testimoni di questi fatti. Noi e lo Spirito Santo che Dio ha dato a quelli che gli ubbidiscono”.

6,3 Sorgono i primi problemi nella comunità cristiana. Parla Pietro: “Scegliete tra voi sette uomini, stimati…, pieni di Spirito Santo” Saranno i sette diaconi, tra i quali ci sarà Stefano.
Lo Spirito è dato a tutti i credenti ma in quali credenti resta e permane dentro di loro? In chi ha un pochino di vuoto dentro di sé, quel vuoto pronto ad essere riempito da Dio. Se siamo già “pieni di noi stessi” quale posto potremmo lasciare a Dio?

6,10 Stefano discute coi suoi ex amici: “…ma non potevano resistergli perchè egli parlava con la saggezza che gli veniva dallo Spirito Santo…”

8,17 Pietro e Giovanni confermano una comunità di samaritani. “Allora Pietro e Giovanni imposero loro le mani ed essi ricevettero lo Spirito Santo.” È una terza Pentecoste, stavolta su discepoli samaritani.

9,17 Siamo nel racconto della conversione di Paolo. Anania dice: “… è Gesù che mi manda perchè tu… riceva lo Spirito Santo”.

10,4 Pietro è in casa di Cornelio: “Mentre Pietro stava ancora parlando lo Spirito Santo scese su tutti quelli che lo ascoltavano.” È la quarta Pentecoste sui pagani.

11,16 Pietro descrive la scena precedente alla comunità di Gerusalemme che è scandalizzata da quello che lui ha fatto: “Sei entrato in casa di un pagano… li hai battezzati…”.

Era un fatto gravissimo, per degli ebrei. Nel racconto della passione, quando i capi sacerdotali vanno da Pilato perchè condanni Gesù, dov’è che si fermano? Sull’uscio di casa. Se avessero fatto un passo nella casa di Pilato, (che era un pagano) non avrebbero più potuto celebrare la Pasqua. Sarebbero diventati impuri… Notate: ammazzano un innocente… tutto bene, fanno un passo in una casa… impuri! Quando si perde di vista quello che conta davvero, quando si mettono le cose secondarie al primo posto, quelle fondamentali finiscono all’ultimo…

Tornando a Pietro, risponde: “Mentre parlavo lo Spirito Santo scese su di loro… E io chi ero per potermi opporre a Dio?” Pietro usa, verso la comunità cristiana, lo stesso argomento che poco prima aveva usato davanti al Sinedrio: “Bisogna obbedire a Dio o agli uomini?.. se Dio ha dato loro il suo Spirito, come potevo io non battezarli?”

13,9 È l’episodio di Simon Mago (primo eretico). Egli vorrebbe comprare il dono di far miracoli e diventa così il primo christemporos (mercante di Cristo). Ce ne sono stati tanti altri, nella Chiesa… ma questo è un altro discorso.
Da questo episodio deriva il fatto che ‘comprare e vendere la grazia’ è detto ‘simonia’.

15,8 Siamo al famoso Concilio di Gerusalemme: “Dio ha dato anche a loro (i pagani) lo Spirito Santo, proprio Come a Noi…”

19,26 Siamo nel terzo viaggio missionario di Paolo a Efeso: “Paolo stese le mani su di loro, ed essi ricevettero lo Spirito Santo e cominciarono…” È la quinta Pentecoste.  Gli Atti degli apostoli dicono che questi ‘erano circa 12 uomini’, modo strano di parlare per chi ragiona per decimali. Cosa vuol dire questo ‘circa 12 uomini’? 12 è il numero del popolo: ‘Erano una piccola Chiesa’. Pochi, ma erano Chiesa e lo sono diventati attraverso il dono dello Spirito.

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20,28 Siamo all’interno del cosiddetto testamento di Paolo. È il discorso che Paolo fa ai responsabili della Chiesa di Efeso prima di concludere il terzo viaggio missionario: “Abbiate cura di tutti i fedeli. Lo Spirito Santo ve li ha affidati…”. Questa frase di Paolo ci mette davanti agli occhi, uno dei grossi problemi nella storia della Chiesa, il rapporto tra parola di Dio e istituzione. Quando questo rapporto scricchiola ci accorgiamo che la Chiesa, sta tradendo Cristo perchè quando la parola di Dio arriva a scontrarsi con l’istituzione per avere il diritto di esistenza, vuol dire che l’istituzione sta dimenticando di essere a sua volta dono dello Spirito.
È lo Spirito che crea, che fa di ogni cristiano un pastore per gli altri; lo fa diventare apostolo, profeta, vescovo o Papa, lo fa diventare prete, catechista… testimone! Tutte le funzioni, anche quelle direttive, hanno senso soltanto se vissute nello Spirito e se accolte come suo dono.

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Questa analisi della presenza dello Spirito Santo ci permette di capire come sia continua e costante e ci ricorda che tutta la vita cristiana è vissuta nello Spirito. Lo Spirito Santo è così presente che addirittura Paolo descrive il cristiano diverso da un uomo normale. Come noi diciamo che l’uomo è fatto di corpo e anima, Paolo dice addirittura che il cristiano è fatto di corpo, anima e Spirito di Gesù Cristo. Lo Spirito entra a far parte della persona come ne fa parte il corpo e come ne fa parte l’anima. Senza corpo non c’è uomo, senza anima c’è solo un cadavere, senza lo Spirito Santo non c’è cristiano.

Lo Spirito non è un essere scostante che bisogna pregare per convincerlo a interessarsi e intervenire, la nostra preghiera non serve a lui, serve a noi per metterci in sintonia con lui. Siamo noi ad aver bisogno di lui, siamo spesso distratti, preoccupati, presi da tante cose e invocarlo e pregarlo è lo strumento in mostro possesso per aprirci alla sua azione.

In fondo lo Spirito agisce ogni giorno dentro di noi come ha agito migliaia di anni fa con gli apostoli. Non vi è mai capitato di dover constatare: “Mi è venuta un’ispirazione… Ho detto o fatto una cosa che non avrei mai pensato…” proviamo a rifletterci…

Al prossimo approfondimento 🙂

 

 

 

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