Un bambino

 

Gesù ci indica la via per raggiungere il primato del cuore, squarcia i limiti crepuscolari del nostro sguardo ormai spento e ci dona orizzonti profondi come gli abissi dell’oceano e infinitamente semplici come i tenui colori dei fiori primaverili che sfidano i residui delle bianche coltri invernali. Un bambino. Chi vuole essere grande deve imparare a tendere la propria mano per lasciarsi guidare  da altre mani, a lasciarsi cullare in un abbraccio che dona la sensibilità della compassione, la forza del coraggio, la dolcezza della carità. Un bambino. La fragilità dell’umana natura che ci accompagna nel lento scorrere del tempo. L’innocenza che lungo il rugoso cammino verso il tramonto dell’umano esistere diventa nostalgia, struggente desiderio di un ritorno alle cose che hanno il lontano sapore della casa paterna. La semplicità  che, oltre la superficialità dell’età adulta, diventa stupore di fronte alla bellezza di un tramonto o alla maestà di  un cielo stellato. I grandi pensano ai primi posti, i bambini al tepore paterno. Beato l’uomo che porterà impresso nel cuore la dolcezza della sua infanzia, l’immagine di un volto da fanciullo. Il Regno di  Dio appartiene da sempre ai bambini e solo chi conserverà uno spirito semplice e indifeso come quello dei piccoli vi potrà entrare.

don luciano vitton mea