Cammini

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Accade spesso di sentirsi stanchi e avvertire la voglia di fermarsi o di «buttarsi via», vivendo senza progetti o lasciandosi fare dagli avvenimenti, senza tentare di remare contro corrente. È faticoso convincersi allora che a nessuno sono date giornate fatte soltanto di sole o di nuvole bianche, giornate senza percorsi in salita o incontri problematici. Anche per chi riesce a riprendere il cammino, dopo soste più o meno prolungate, non manca il ritorno di momenti di stanchezza e abbattimento. E quando la vita porta prospettive per un domani di speranza non manca di portare nuove prove e problemi. Se pesa dover camminare malgrado tutto, pesa ancor più lo smarrimento che sopraggiunge di fronte alla complessità di situa­zioni non programmate e ai rovesci improvvisi della vita. Ma avresti dovuto imparare che il vento sferza sempre le querce e flette l’erba e gli arbusti sui sentieri che portano in alto. Non cer­care sentieri riparati e non illuderti di sfuggire ai turbini delle tem­peste. Anche tu, come tutte le creature, attendi un difficile compi­mento e una liberazione. Ma non ti è stato dato di volare; puoi sol­tanto camminare verso l’alto, accettando di sentire sul volto la vio­lenza dei venti, e di remare faticosamente tra il turbinio delle tem­peste, prima di giungere in un porto di pace infinita.

AIMONE GELARDt in Pensieri feriali, Messaggero 1998, pp. 48-49