Campo di Dio

 

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Oggi è la mia festa, e la vostra festa. Celebrando la solennità di Tutti i Santi, celebriamo la festa del cristiano, dell’amico di Gesù, del battezzato, del figlio di Dio. Qualcuno obbietterà:« Ma io non sono un santo. C’è tanta mediocrità dentro di me, tanta tristezza, tanta sete di felicità!». Ti rispondo:«Sei sulla strada giusta. Se ti senti tanto inadeguato vuol dire che il terreno è pronto. Solo Dio è Santo. Noi siamo un soffio, pugno di cenere. Solo Lui ti può santificare, ci rende santi».  La santità non è riservata a un ristretto gruppo di eletti. Non è cosa per pochi. Tutti siamo chiamati a diventare santi, è la nostra vocazione, è la scommessa di Dio sulla nostra povera vita. Cosa significa essere santi? Significa essere buoni. Non delle brave persone, ma delle persone buone. La bravura a nulla ha a che fare con la bontà. La prima suscita ammirazione, è una veste cucita con le proprie mani. La seconda rimane nascosta, è una dimensione del cuore, viene da Dio.  La prima si impara sui libri, sui banchi di scuola; la seconda richiede una sequela, un morire  a noi stessi. Costa diventare buoni, richiede tanto sacrificio la bontà. Strada in salita, monte dove l’orizzonte umano incontra quello divino. La bontà ci rende uomini e tutto ciò che è veramente umano diventa campo di Dio, sua dolce dimora.

 

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