Cattedra del silenzio

Tra gli appellativi più splendidi che la pietà popolare, la poesia dei santi e la dottrina dei teologi hanno dedicato alla Madonna, ne ho scoperto uno di una bellezza incredibile: «Maria, cattedrale del silenzio». Mi sembra di vedere, prima di varcarne la soglia, scolpita nel bronzo dei portali, l’immagine di lei, dolcissima, col dito sulle labbra, i cui occhi di madre implorano perché non venga turbato il sonno del figlio. È un simbolo eloquente per noi, devastati dal frastuono e alla ricerca disperata di un’ecologia acustica che ci preservi dalla dissociazione. Solo il silenzio fascia di fecondità le opere e i giorni dell’uomo. E solo nel silenzio maturano le crescite della vita: la conversione, l’amore, il sacrificio. Maria, nel cui grembo la Parola di Dio ha preso carne, ci impedisca di trasformare, magari con la com­plicità di una festa, questa basilica stupenda della vi­ta da cattedrale del silenzio in piazza da mercato dei nostri sterili rumori.

 Tonino Bello