Commento al Vangelo del giorno – 06 Ottobre

Il Vangelo di oggi:Lc 10,38-42

gesu maria martaIn quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Commento al Vangelo di oggi:

L’essere come Marta «distolti per i molti servizi» non ci esime dall’essere come Maria «seduti ai piedi del Signore per ascoltare la sua parola ». Gesù loda con dolcezza sia Marta che Maria, e ci ricorda che la contemplazione di Dio è il fine di tutte le nostre azioni, è la gioia che non ci sarà tolta. Infatti la parte destinata al servizio delle necessità sarà eliminata quando i bisogni cesseranno e «Dio sarà tutto in tutti»

Don Antonio Rungi, commentando questo incontro di Gesù con Marta e Maria di Betania, afferma: “Il Vangelo non ci dice che cosa il Signore stesse dicendo a Maria e quale sia la parte migliore che lei si era scelta. Ma tutto il contesto ci fa pensare che Gesù è particolarmente vicino a coloro che si pongono in un atteggiamento di fede e di dialogo con Lui e non si fanno distrarre da altri pensieri”. Non nego la verità di quanto egli scrive, tuttavia mi sembra che questo testo ci spinga ad andare più in profondità, ad entrare nei sentimenti di Gesù. Infatti, in questa società che va sempre di fretta è facile essere distratti da altri pensieri. Capita, purtroppo, anche a me durante l’adorazione di distrarmi, e allora cosa pensare? Tutti quelli che si distraggono sono forse esclusi dalla salvezza? Conoscendo un poco Gesù, io credo proprio che non sia così. Io credo che quando il cuore è inginocchiato, tutto proteso ad amare Gesù, anche se la mente si lascia distrarre (e occupare) da altri pensieri, di riflesso ogni sofferenza, ogni affetto ed ogni desiderio non vengono esclusi o giudicati, ma con Lui “entrano” in comunione. La presenza del Signore in noi, quindi, è ciò che fa la differenza. Per questo, credo che a Gesù non sia piaciuto il fatto che Marta, pur animata da buone intenzioni, gli abbia chiesto di rimproverare la sorella, mostrando così un atteggiamento di superiorità. Nel momento in cui il vangelo fotografa la scena, Gesù era presente nella casa ma non nel cuore di Marta “distolta per i molti servizi”. La parte migliore non è solo un atto di fede, ma l’esercizio continuato della carità. Il mondo non ha bisogno di essere ascoltato soltanto con le orecchie, ma con un cuore abitato dall’amore di Dio. Un cuore che si fa casa accogliente per chiunque vi entri. Lo sappiamo bene, è facile vedere e passare oltre, il difficile è fermarsi ad ascoltare il lamento di chi soffre e farsene carico, per questo Gesù viene e bussa ogni giorno al nostro cuore. Per entrare e diffondere in ogni angolo disponibile il profumo del suo amore. Solo così possiamo riconoscerlo nei lineamenti e nelle lacrime altrui.