Commento al Vangelo del giorno – 22 agosto – La malattia dell’anima
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù parlò dicendo:
«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi.
Guai a voi, guide cieche, che dite: “Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l’oro del tempio, resta obbligato”. Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l’oro o il tempio che rende sacro l’oro? E dite ancora: “Se uno giura per l’altare, non conta nulla; se invece uno giura per l’offerta che vi sta sopra, resta obbligato”. Ciechi! Che cosa è più grande: l’offerta o l’altare che rende sacra l’offerta? Ebbene, chi giura per l’altare, giura per l’altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso».
L’ipocrisia è una malattia dell’anima subdola, che spesso si trova anche nei “professionisti” della fede, come i farisei di ieri e di oggi. Essa, fondamentalmente, è un atteggiamento di finzione e di inganno di Dio e della sua parola, che viene manipolata a proprio piacimento per farle dire ciò che, in realtà, essa non dice affatto. Chi ha quest’atteggiamento, con l’andare del tempo, si convince sempre più che la sua interpretazione delle parole di Dio sia l’unica esatta, per cui smette di porsi il problema se egli sia nel giusto oppure no. È chiaro che quando qualcuno, come Gesù, cerca di scardinare questa mentalità, si trova di fronte al rifiuto e addirittura alla violenza. La fede, quando è avvelenata dall’ipocrisia, si trasforma in sopruso e prepotenza e nel nome di Dio si commettono i peggiori delitti.

