Commento al Vangelo del giorno – 27 Novembre – le mie parole non passeranno

Il Vangelo di oggi: Lc 21,29-33

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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno ».

Commento al Vangelo di oggi:

Il fatto che «il cielo e la terra passeranno» e «non abbiamo quaggiù una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura» (Eb 13,14) non ci fa dimenticare che «Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre» e che «per mezzo di Lui offriamo a Dio continuamente un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome» (Eb 13,8.15). La Chiesa di Gesù è sulla terra per costruire «l’uomo nuovo», «nuovi cieli e nuova terra», attraverso le parole di Gesù che «non passeranno».

Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quale eredità vogliamo lasciare al mondo? Le nostre opere, i valori, i principi, gli ideali, le battaglie vinte in nome dell’amore verso il prossimo, i figli che accudiamo. Tutto avrà fine prima o poi, tutto si sgretolerà e diventerà polvere disperdendosi e chi verrà dopo ciò che non passeranno mai sono le parole buone, quelle che insegnano le regole da seguire, le buone maniere, l’amore per la giustizia. Avete mai fatto caso a quanto siamo tutti sempre molto critici nei confronti del prossimo? Eppure quando un nostro conoscente muore, magari più volte da noi disprezzato, con il passare del tempo tendiamo a dimenticarci i suoi aspetti negativi e siamo pronti a sottolineare quelli positivi. Il segno che il bene trionfa sul male, che l’amore e i buoni insegnamenti vanno oltre i nostri giudizi sommari, un po’ come se vedessimo sempre la cenere che si deposita nel caminetto e non riuscissimo a vedere la brace che arde e riscalda da sotto. Atei o credenti che siate, prendete il Vangelo. Per qualcuno è la parola di Dio, per altri la filosofia di un certo Gesù vissuto duemila anni fa. Però! Duemila anni e le sue parole sono sempre vive, attuali. Sfido chiunque a dire che il perdono non porti alla pace, che la solidarietà non faccia bene anche a chi la mette in pratica, che la perseveranza non porti a buoni risultati. Tutti, anche gli amici atei, sono chiamati a leggere il Vangelo almeno una volta nella vita. Non si può criticare o mettere da parte ciò che non si conosce. Le parole di Gesù non tramonteranno mai.