Commento al Vangelo del giorno – 28 Novembre – Vegliate in ogni momento

Il Vangelo di oggi: Lc 21, 34-36

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

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Commento al Vangelo di oggi:

Gesù ci mette in guardia perché «le dissipazioni, le ubriachezze di parole e di immagini, gli affanni della vita» non siano un laccio che ci faccia inciampare e ci allontani da Lui come pecore smarrite. Solo nella preghiera, nella conoscenza della parola di Gesù, possiamo restare con Lui e trovare «la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere» per poter «essere rivestiti di potenza dall’alto» (Lc 24,49). Con Maria diciamo: «Eccomi! Avvenga per me secondo la tua parola»

Quante volte le mamme ripetono ai figli: “Fate attenzione!”. Le mamme sanno (e pure i papà) che la vita è piena di inganni e che, soltanto con l’aiuto di Dio, tutto si può superare e tutto acquista senso e valore. Lo sapeva Maria che qualche raccomandazione al piccolo Gesù l’ha certamente fatta. Lo sapeva Gesù nei confronti dei discepoli, destinati a diffondere a far nascere la Chiesa nel mondo. Lo sappiamo oggi anche noi, che leggiamo questo vangelo al termine dell’anno liturgico e che veniamo coinvolti a sostenere la fede dei più giovani e di tutti coloro che, alla scuola di Gesù, stanno imparando a dare ragione della speranza che li anima. La liturgia sa bene che la tentazione a cui andiamo incontro è quello di assuefarci a perdere poco alla volta valore alla vita spirituale, dicendo: “Che male c’è? Così fan tutti!”. Che male c’è non andare a Messa la domenica, non frequentare la parrocchia, non impegnarsi in nessuna proposta di volontariato? Che male c’è togliere dalle scuole il crocifisso, bestemmiare per ogni inezia, sporcare i rapporti e i sentimenti più belli, imbrogliare o calunniare il prossimo? Vedete, il male ci fa scendere in basso, inesorabilmente, ci risucchia in un vortice da cui è difficile riuscire a districarsi. Il demonio ci fa apparire buone le malefatte. Ci è riuscito con Adamo ed Eva facendoli cadere miseramente nel peccato originale. E ci riesce benissimo pure con noi, che, tuttavia, dobbiamo ricordare che siamo creati a immagine di Dio, che siamo stati creati perché amati, che siamo figli della luce e non delle tenebre e che per questo Gesù ha pagato, perché noi morissimo al peccato per rinascere alla vita della grazia, la vita eterna. Occorre vegliare su noi stessi senza dare scandalo, ma per far tutto occorre pregare senza stancarsi, credendoci.