Due aperture
Una vera vita interiore risulta impossibile se viene a mancare il silenzio. Il silenzio, infatti, fa parte di quella dimensione delle profondità che dovrebbe caratterizzare ogni esperienza spirituale seria. L’uomo può trovare un’apertura all’esterno. Allora fugge, evade, si dissolve nella molteplicità, si stempera nella superficialità, si disperde nell’insignificanza. Ma, fortunatamente, può anche trovare un’apertura all’interno. Allora l’uomo si ritrova, recupera l’armonia, attua uno spostamento dell’esistenza in profondità, lungo l’asse dei valori. Silenzio come opposizione alla frammentarietà che ci minaccia e apertura alla totalità. Solo nel silenzio autentico si attua la conoscenza autentica. Anche di se stessi. “L’uomo, questo sconosciuto” (per riferirmi al celebre libro di Alexis Carrel), perché il silenzio risulta “sconosciuto”.

