Gesù, il buon samaritano

 Buon-Samaritano

“Un samaritano scendeva da Gerusalemme a Gerico ….” Chi è quest’uomo, questo forestiero, che scende dalla Città Santa verso le tante Gerico di questo mondo? Io non ho dubbi: è Gesù stesso, il Verbo di Dio che dalla Gerusalemme Celeste è sceso in questo lembo di terra, si è fatto uomo, è diventato uno di noi, anzi, l’ultimo dei figli dell’uomo. Sulla strada polverosa e scoscesa che scende verso “ la città delle Palme”, centro di scambi e di commerci, città ricca da un lato ma moralmente povera dall’altro, Gesù soccorre un uomo incappato nei briganti, derubato e spogliato, deturpato nella sua dignità,  lasciato solo e abbandonato sul ciglio della strada; quell’uomo rappresenta la mia e la tua umanità, la mia e la tua miseria.  Sant’Ambrogio usa similitudini molto belle per  esprimere questo concetto: «Gerico è simbolo di questo mondo, e Adamo, cacciato via dal  paradiso, cioè dalla celeste Gerusalemme, discese  in quella città per il passo  falso della sua prevaricazione: il che vuol dire che trasmigrò dalla vita agli inferi». Usando immagini all’altrettanto significative il  santo vescovo di  Milano continua: «Chi sono siffatti ladroni, se non gli angeli della notte e delle tenebre, che talvolta si  mascherano da angeli della luce, ma non possono durarla? Costoro prima ci tolgono le vesti, che abbiamo ricevuto, della grazia spirituale, e quindi si mettono a ferirci …»

Per riaprirci non più il paradiso terrestre, ma il Regno dei Cieli, Dio si è fatto uomo, diventa il samaritano che fascia le nostre ferite, guarisce il male delle nostre cattiverie. Ma sulla via che da Gerusalemme scende verso Gerico avviene un misterioso scambio, mutano le sorti: il Samaritano celeste diventa il povero malcapitato, colui che giace esamine ai bordi della strada; all’uomo vengono consegnate le bende, l’olio e il vino con  due denari da consegnare all’albergatore, cioè all’umana compassione. In altre parole Dio consegna all’uomo le chiavi dell’eternità:  “In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Nel pellegrinaggio terreno che da Gerico sale alla Gerusalemme del cielo Gesù si identifica con gli affamati, gli assetati, i forestieri, i nudi, i malati e i carcerati. Beati noi se, nella quiete della notte, Gesù ci apparirà in sogno e dirà davanti agli Angeli: “Oggi quest’uomo mi ha vestito.”

don luciano vitton mea