Il bambino che c’è in te
In ogni bambino c’è un sogno di Dio e porta il messaggio che Dio non è ancora stanco degli uomini. Anche se stai crescendo, rimani te stesso e segui il tuo ritmo proteggendo il bambino che è in te. La nascita del tuo bambino interiore è intuizione. Spesso siamo abituati a reprimerlo per paura del giudizio degli altri, di non essere presi sul serio. Non lasciare mai che muoia il bambino che c’è in te, gioca, ridi, scherza, balla, esci, non smettere mai di vivere. È il tuo «io bambino» che cerca di emergere dallo spesso manto di doveri, vincoli, pregiudizi sotto cui lo hai sepolto. Quando siamo piccoli, senza malizia, non facciamo fatica ad ascoltarlo e a giocare con lui. L’io bambino ci aiuta a capire le nostre esigenze ed è per questo che amiamo dialogare con lui. Man mano che cresciamo, tendiamo a soffocare il nostro bambino interiore. È sul luogo di lavoro che maggiormente dimentichiamo di essere noi stessi, spontanei, gioviali, sorridenti anche nelle giornate nere.
Il bambino che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro si sé.
(Pablo Neruda)

