Il consiglio

Consigliare i dubbiosi è un’ opera di misericordia spirituale; sia che il dubbio abbia il volto di Tommaso, sia che si presenti  con lo sguardo disperato di Giuda, prendere per mano e accompagnare un “indeciso” è un atto di carità. Ma cosa significa consigliare, o meglio, come si esercita l’arte del consiglio? “E’ una cosa da tempo dimenticata”, direbbe Antoine de Saint-Exupèry;  noi, per menzionarla , rincorreremo alla ricca simbologia dell’arte iconograficaIl consiglio viene rappresentato come un “Uomo vecchio, vestito di rosso, e al collo avrà una collana d’oro alla quale sia pendente un cuore, nella destra mano avrà un libro e nella sinistra una Civetta.” (Cesare Ripa, Iconologia)  Vorrei soffermarmi, per evidenziare gli aspetti peculiari di quest’opera di misericordia spirituale, su quattro concetti fondamentali del consiglio.  Ogni aiuto nasce sempre dall’esperienza, dalle  rughe lasciate dallo scorrere delle lacrime, da una vita scossa dall’ “indefinito”; l’immagine dell’anziano con il libro in mano indica che il consiglio porta il peso degli anni, i colori autunnali di una discreta ed umile sapienza. Il colore rosso del vestito e il cuore appeso alla catena d’oro rappresentano la carità; senza un cuore buono, senza il lume della carità ogni consiglio diventa pietra d’inciampo, guida cieca che conduce un altro cieco nel baratro. Infine la civetta. E’ un uccello notturno e i suoi occhi devono penetrare l’oscurità; chi consiglia deve vedere chiaro ciò che all’altro appare velato  dalle ombre crepuscolari  del dubbio, distinguere il bianco dal nero, giudicare e discernere il bene dal male. Gli occhi delle civette non si improvvisano, sono frutto di un lento allenamento, di costante esercizio; per il cristiano un occhio limpido e trasparente nasce dalla fede,  si conquista con la preghiera e la meditazione. Per illuminare la mente e aprire la porta del cuore al fratello bisogna prima aprire la nostra stessa vita al Signore che viene; ci ammonisce Sant’Ambrogio, vescovo: ” L’anima dunque ha le sue porte, l’anima ha il suo ingresso. Ad esso viene Cristo e bussa, egli bussa alle porte. Aprigli, dunque; egli vuole entrare, vuol trovare la sposa desta.”  Il colori tenui e delicati del consiglio sono: l’esperienza, la saggezza, la carità e il discernimento; possederli non è “opera delle mani dell’uomo” ma dono di Dio che bacia la vita dell’uomo come “un sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte”.

don luciano vitton mea