Vangelo di oggi

Il Vangelo del giorno – Giovedì 14 dicembre

Vangelo di Matteo 11, 11-15

In quel tempo, Gesù disse alle folle: «In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elia che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!».

Contemplo:

Una delle immagini dell’Antico Testamento per descrivere Dio, ripresa anche da Gesù, è quella del pastore e del rapporto che egli ha con le sue pecore. Forse per questo che i primi ad accorrere alla grotta di Betlemme sono proprio i pastori.
Essi, senza saperlo, sono l’immagine velata di Gesù stesso che è il buon pastore delle nostre anime. I pastori, in altre parole, rappresentano il nostro Dio, di cui Gesù rivela i sentimenti e le intenzioni e la sua volontà di riunire tutta l’umanità in un unico gregge.
Come un pastore il Signore ci guida e ci accompagna lungo i sentieri del nostro pellegrinaggio terrestre; come un pastore veglia sulla nostra vita e allontana le insidie del male che tentano di strapparci dalla sua custodia. Molte statue che rappresentano i pastori hanno sulle proprie spalle un agnellino o una pecora; altre le stringono tra le braccia mentre vanno verso la greppia dove è deposto il Signore.
Così Gesù, quando siamo stanchi e affaticati, quando non riusciamo a portare il peso delle sofferenze e dei dispiaceri, ci prende in braccio o ci carica sulle sue spalle. Delle volte i pastori vengono rappresentati mentre dormono vicino al proprio gregge, riscaldati al fuoco e avvolti nella penombra della notte.
Anche il Signore delle volte sembra dormire mentre le tenebre avvolgono la nostra vita, sembra non esserci, essersi dimenticato di noi. Ma basta il belare delle pecore per svegliare i pastori, basta la nostra preghiera per svegliare il Signore. In Gesù Dio è sempre presente perché è il Buon Pastore che non abbandona la nostra vita, ci conosce per nome e si prende cura di ciascuno di noi.

Commento al Vangelo di oggi:

Il discorso evangelico è spesso paradossale e ci fa entrare in una logica diversa dalla nostra. Il Battista, pur essendo il più grande, è superato da chi come dice Gesù si mette alla sua scuola, da chi dà l’assalto al suo Regno con l’amore, un amore esigente.
Occorre infatti farci violenza per rifiutare tutto ciò che in noi segue la logica del mondo: l’autoaffermazione. Questa “santa violenza” la vediamo realizzata nella persona stessa di Gesù, che ha svuotato se stesso incarnandosi e ponendosi a servizio di tutti.

   

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