Vangelo di oggi

Il Vangelo del giorno – Martedì 28 novembre

Vangelo di Luca 21, 5-11

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?».
Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo».

Contemplo:

«Ascolta la voce del creato». Se impariamo ad ascoltarla, notiamo nella voce del creato una sorta di dissonanza. Da un lato, è un dolce canto che loda il nostro amato Creatore; dall’altro, è un grido amaro che si lamenta dei nostri maltrattamenti umani.
Il dolce canto del creato ci invita a praticare una «spiritualità ecologica» (LS 216), attenta alla presenza di Dio nel mondo naturale. È un invito a fondare la nostra spiritualità sull’«amorevole consapevolezza di non essere separati dalle altre creature, ma di formare con gli altri esseri dell’universo una stupenda comunione universale» (LS 220).
Per i discepoli di Cristo, in particolare, tale luminosa esperienza rafforza la consapevolezza che «tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste» (Gv 1,3).
In questo tempo del creato, riprendiamo a pregare nella grande cattedrale del creato, godendo del «grandioso coro cosmico» (Giovanni Paolo II – 2002) di innumerevoli creature che cantano le lodi a Dio. Uniamoci a san Francesco d’Assisi nel cantare: «Sii lodato, mio Signore, con tutte le tue creature». Uniamoci al Salmista nel cantare: «Ogni vivente dia lode al Signore!» (Sal 150,6).

Commento al Vangelo di oggi:

La fine del mondo è la fine di Dio, la sua morte? Può una vita terminare? Cosa c’è dopo la morte? Quante volte abbiamo sorpreso noi stessi con questi ragionamenti, nati principalmente dalla paura di quel che succederà dopo.
Gesù ha annunciato la fine di un mondo, vecchio e ormai inutile, ma nel quale ancora ci troviamo a vivere. È la quotidianità delle cose fatte senza particolare passione, quasi per abitudine, dove l’incontro tra l’uomo e Cristo, che si è abbassato fino alla condizione di uno schiavo per renderlo possibile, è sempre rimandato.
Un mondo dominato dalla morte che continua ad apparire la vincitrice. Ma noi siamo figli della promessa, e viviamo nella sicura speranza della vita senza fine in cui ci ha preceduto Cristo risorto.

   

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