Vangelo di oggi

Il Vangelo del giorno – Mercoledì 29 novembre

Luca 21, 12-19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio  nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Contemplo:

A me dà un po’ di fastidio quando sento cristiani che recitano versetti della Bibbia come i pappagalli. « Oh, sì, il Signore dice…, vuole così… ». Ma tu ti sei incontrato con il Signore, con quel versetto? Non è un problema solo di memoria: è un problema della memoria del cuore, quella che ti apre per l’incontro con il Signore.
E quella parola, quel versetto, ti porta all’incontro con il Signore. Noi, dunque, leggiamo le Scritture perché esse « leggano noi ».
Ed è una grazia potersi riconoscere in questo o quel personaggio, in questa o quella situazione. La Bibbia non è scritta per un’umanità generica, ma per noi, per me, per te, per uomini e donne in carne e ossa, uomini e donne che hanno nome e cognome, come me, come te. E la parola di Dio, impregnata di Spirito Santo, quando è accolta con un cuore aperto, non lascia le cose come prima, mai, cambia qualcosa. E questa è la grazia e la forza della parola di Dio.

Commento al Vangelo di oggi:

Cosa ci aspettiamo dal Signore? Egli apre il cuore alla speranza, promette giorni migliori, ma i nostri occhi sono talmente annebbiati che non riusciamo più a vedere dove il cammino cristiano vuole arrivare. E se fossero solo discorsi inutili? Viviamo giorni tristi; un tempo vuoto, senza memoria, dove un giorno si sussegue all’altro senza nulla di nuovo.
Gesù però ci chiede la forza di alzarci da questo sonno, di scuoterci da questo torpore, per infonderci coraggio e prendere sul serio le nostre responsabilità.
Ogni nostro gesto, ogni parola che esce dalla nostra bocca sarà quindi per il Signore, anche se ciò potesse crearci difficoltà. È la fiducia che Cristo ha nelle nostre vite che le trasforma da vuote e senza senso a piene e traboccanti del suo amore.

   

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