La bellezza

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Di questi tempi sembra essere una rarità. Quasi scomparsa. Prevale la bruttezza, la disarmonia, la mostruosità. Si impone la sciatteria. L’ultramoderno. Spicca il cattivo gusto. La volgarità. Con tentacoli sparsi ovunque. Divertimento e spettacolo. Fatti ed eventi. Sentimenti e relazioni. Chiese e città. Viviamo una storia di abbruttimento, di ombre, di decadenza. Siamo rimasti orfani di bellezza e di poesia. Ma all’inizio non era così. “Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò” (Gen 1,27). Siamo usciti ‘belli’ dalle mani di Dio. Con tutte le creature. Occorre ridiventare cultori della bellezza. Di una bellezza totale. Dello spirito e del corpo. Di Dio e degli uomini. Delle strutture e dei legami. Delle chiese e delle città. E ritornare a provare stupore. Sì, perché mentre la bruttezza inselvatichisce, la bellezza ingentilisce il cuore. Crea armonia interiore. Apre orizzonti di senso. Non ha bisogno di parole, ma di uomini e donne che si facciano segno, linguaggio `bello’ che rinvia alla fonte della bellezza, a Colui che la Bibbia chiama’ autore della bellezza’ (Sap 13,3). Non sarà proprio questa `La bellezza che salverà il mondo’ (Dostoevskij)?

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