Approfondimenti

La donna del profumo

autunno_50

Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo.

Individuata tradizionalmente come «pubblica peccatrice perdonata o pentita», la protagonista del brano di quest’oggi  è una delle tante donne anonime che compaiono nel vangelo di Luca. Alcuni la scambiano con Maria di Betania, la sorella di Marta e Lazzaro, o con Maria Maddalena, dalla quale Gesù scacciò sette demoni, o persino con la donna adultera che si trovò nell’imminente pericolo di essere lapidata dai suoi accusatori. Per noi sarà semplicemente la donna del profumo, colei che ha lavato con le sue lacrime e asciugato con i suoi capelli i piedi di Gesù. La donna del profumo entra in scena in veste di emarginata, esclusa dal mondo sociale, dal sistema religioso, dal banchetto, dalla tavola, dal dialogo… Essa non ha nome, cultura, prestigio, influenza, autorità e, sicuramente, non dispone neppure di molti mezzi economici. La donna del profumo ha soltanto la temerità, l’audacia di sfidare le strutture più potenti della società del suo tempo. Essa è sola. È peccatrice e lo sa.   Gode di cattiva reputazione e lo sa. Non fa assegnamento su alcun gruppo di appoggio; neppure la legge la protegge. Ingaggia la sua rischiosa battaglia solamente con quello che ha: la sua umanità e la sua tenerezza. È una donna forte, capace di grande amore disinteressato. E chi ama rischia per l’amato. Ed è questo che essa fa. …. La donna manifesta il suo amore e riconoscenza verso Gesù usando il linguaggio del corpo. Le viene più facile esprimersi così che con un discorso ben preparato. Essa non ha bisogno di parole. Le bastano i suoi gesti di tenerezza: baciare i piedi di Gesù, bagnarli con le sue lacrime, asciugarli con i suoi capelli e ungerli con il suo profumo. Gesti arbitrari, non necessari, insoliti, se si guardano con gli occhi della logica, della legge, degli strati sociali. Ma la tenerezza rifiuta di entrare nei parametri intellettuali, etici o sociali. La tenerezza non si apprende dalla legge, ma dal cuore, non si valuta dalla legge, ma dal perdono; non si spiega partendo dal di fuori, ma dal di dentro. Per questo Simone manca di tenerezza. Come tanti  altri deve apprendere a guardare con occhi nuovi. Diversamente non potrà mai essere in sintonia con la dinamica inclusiva di Gesù. E che fa Gesù? …. Gesù accoglie il suo amore e riconoscenza, ne accetta le carezze, ne aspira il profumo, la guarda faccia a faccia, parla con lei, ne loda il gesto, ne perdona i peccati e le ridona la pace del cuore. La donna entra senza dignità e senza sostegno nella casa del fariseo e ne esce con il riconoscimento della sua dignità, con il perdono. (Nuria Calduch-Benages – “Il Profumo del Vangelo: Gesù incontra le donne” )

 

   

il Podcast di don Luciano

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *