La donna dell’impossibile

«Non temere, Maria… Nulla è impossibile a Dio!» (Lc 1,30.37).

Allo stupore che la giovane donna prova nel vedersi visitata da una creatura celeste, e nel sentire le parole che le rivolge, subentra un forte turbamento che il messaggero divino attenua invitandola alla serenità. A non temere. Gabriele le ha annunciato che sarà la Madre del Dio incarnato, ma più che parlare di annun­ciazione sarebbe corretto parlare di chiamata. A Maria non è solamente annunciata la nascita di un bambino speciale – come nel caso di Sansone o di Giovanni il Battista – ma è chiesto di essere una protagonista del progetto divino. La Vergine si rende conto che Dio le sta domandando qualcosa di grande. E come i grandi personaggi della storia della salvezza prima di lei, discute con Dio, lo interpella e oppone un po’ di resistenza. La resistenza di chi prende seriamente la chiamata e si sente inade­guato. Maria ascolta ciò che le viene detto, ma stenta a ca­pire e dice di non conoscere uomo… La sua non è una fede acritica, che accetta una situazione senza discu­terla. Vuole comprendere. Non si ferma all’evidenza: la sua pienezza di grazia non le permette di accogliere la chiamata di Dio a cuor leggero, magari affascinata dalla straordinarietà della proposta, ma richiede con­sapevolezza.  E Dio si sente chiamato in causa, le risponde. Maria non deve temere: non sarà sola in quest’avventura. Lo Spirito Santo l’accompagnerà, come una nuvola (cf Es 13,21-22) seguirà i suoi passi. È una promessa. Pur giovane, la Madonna è capace di stare al timone della sua vita. Dialogando con il messaggero di Dio e illuminata dalla Parola, discerne la giusta risoluzione. Non è l’urgenza delle emozioni o l’impellenza degli eventi a guidarla verso il sì, bensì la ragionevolezza, resa vigile e pronta dal soffio dello Spirito. Nonostante il turbamento – quella scossa che solitamente si speri­menta nell’intimo davanti al manifestarsi del mistero divino – Maria non smarrisce la sua personalità. Inte­riormente libera e robusta, ha l’audacia di interrogare il mistero divino e giunge a una conoscenza profonda del progetto di Dio su di lei. La sua risposta, meditata nel profondo, sarà sciolta e convinta. E la aprirà all’impos­sibile di Dio! Aprirsi all’impossibile è aprirsi al «già-e­non-ancora», è assecondare un desiderio che chiede di andare oltre. E in quell’oltre trovare la sua realizzazione.  Tutti noi sperimentiamo nel concreto quanto sia difficile imitare Maria. Timori, perplessità, dubbi, turbamenti, e perfino la tentazione di defilarci più o meno apertamente, possono sorprenderci lungo il cam­mino, provocando arresti o sbandamenti. Ed è ancora la Vergine di Nazaret a darci l’indicazione giusta per superare le difficoltà e per superarci: interpellare il Si­gnore e aprirci all’intervento divino. Acconsentendo a metterci alla scuola della Parola, e ponendo la massima attenzione e docilità alla voce dello Spirito, creeremo le condizioni per aprirci alla potenza dell’Altissimo, a cui nulla è impossibile. Neppure l’impresa di trasformare la nostra povertà esistenziale in un’autentica sequela, fedele e audace, di Cristo. Il timore si vince con la fiducia e l’abbandono nell’onnipotenza amorosa di Dio. E verso l’oltre che la fede spalanca davanti ai nostri timori e paure, si cammina nella ferialità del quotidiano. Non attraverso lo straordinario, ma vivendo la normalità con occhi aperti e coscienza vigile. Pronti sempre ad assumere i suggerimenti e le indicazioni che da esso si sprigiona­no, se scrutato e contemplato con la voglia di servire il Signore. È lo stile di Maria: aderire alle proposte di Dio in modo sempre più ricco e consapevole, per poter celebrare in ogni istante e in ogni circostanza la liber­tà dei figli di Dio, di cui i cristiani dovrebbero essere testimoni eccellenti.

briciole di vangelo

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