Ripartiamo da Dio

Ripartire da Dio vuol dire confrontare con le esigenze del suo primato tutto ciò che si è e che si fa: Egli solo è la misura del vero, del giusto, del bene. Vuol dire tornare alla verità di noi stessi, rinun­ciando a farci misura di tutto, per riconoscere che Lui soltanto è la misura che non passa, l’ancora che dà fondamento, la ragione ulti­ma per vivere, amare, morire. Vuol dire guardare le cose dall’Alto, vedere il Tutto prima della parte, partire dalla Sorgente per com­prendere il flusso delle acque. Ripartire da Dio vuol dire misurarsi su Gesù Cristo e quindi ispi­rarsi continuamente alla sua parola, ai suoi esempi, così come ce li presenta il Vangelo. Vuol dire entrare nel cuore di Cristo che chiama Dio «Padre». (…) Ripartire da Dio vuol dire abbandonare al soffio dello Spirito il nostro cuore inquieto, perseverare nella notte dell’adorazione e del­l’attesa. (…) Il Dio con noi è il Dio che può aiutarci a trovare le vere ragioni per vivere e vivere insieme. (…) Ripartire da Dio significa riconoscere di essere nel cuore di Dio per un’esperienza di fede e di amore vissuti: riconoscere di essere nati per imparare ad amare di più, a osare di più, ad andare oltre i limiti delle nostre comodità e dei nostri piccoli traguardi. (…) Ripartire da Dio significa farsi pellegrini verso di Lui aprendosi al dono della sua Parola, lasciandosi riconciliare e trasformare dal­la sua grazia. Non c’è altro porto di pace, altra sorgente di vita che vinca la morte. Solo il Dio della vita sa dare riposo al nostro cuore inquieto; solo Lui può liberarci dalla paura di amare e contagiarci il coraggio di scelte di libertà da noi stessi, di servizio agli altri. Solo chi si riconosce amato dal Dio vivo, più grande del nostro cuore, vince la paura e vive il grande viaggio, l’esodo da sé senza ritorno per camminare verso gli altri, verso l’Altro.

CARLO M. MARTINI in Ripartiamo da Dio, nn. 22-25