La sera e la notte

« È ora che io scenda sulla terra », disse la signora delle ultime ore del giorno. Era la sera. E avanzava dolcemente, av­volta dai veli del crepuscolo. Il sole era già scomparso all’orizzonte la­sciando dietro di sé una scia di fuoco che an­dava spegnendosi lentamente. Intanto suo­navano le campane e si accendevano a migliaia le luci nelle città e nelle campagne. E si accesero anche le stelle nel cielo; quelle vicine e quelle lontane. Tutte si preparava­no a scortare la notte che, intanto, arrivava. « Dovrò cederle il posto», sospirò la sera. La notte, infatti, avanzava a grandi passi e al suo passaggio calava l’ombra sulle cose .«Tu hai davvero vita breve », disse la notte appena vide la sera. «Non disponi che di un piccolo spazio conteso al crepu­scolo. Io invece, dispongo di molte ore ». « È vero », rispose la sera, «sono breve. Ma ho il privilegio di riunire le famiglie, di rasserenare i cuori dai tumulti del giorno e disporli al meritato riposo. Vale la pena di­sporre anche solo di un piccolo spazio se si può essere utili ». E sorrise.

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Non è il «molto» che ci rende importanti ma il modo di utilizzare il «poco ».

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