L’afflizione cristiana

“In verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà”.

 L’afflizione  cristiana non è mai fonte di disperazione e sconforto ma momento di passaggio per una più piena realizzazione umana e spirituale. Essa viene rappresentata da una fanciulla che largamente piange rivolta verso un eremita, ovvero un uomo venerabile e religioso, il quale sta in atto di consolarla. Ai piedi il seguente motto preso dagli scritti di San Agostino: “ Praesens luctus, lætitiam generat sempiternam” ovvero “La presenza dell’afflizione genera gioia per l’eternità”. La fanciulla rappresenta proprio l’eterna giovinezza che viene generata dalle lacrime e l’eremita la costante presenza di Dio che consola tutti coloro che si trovano nel dolore.  Con questa bella immagine sveliamo il senso di queste lacrime destinate a trasformarsi in un sorriso che mai verrà meno. La sofferenza, in se stessa, non è positiva, non può essere abbracciata con entusiasmo. Solo la presenza di Dio, cioè dell’amore, può trasformare ogni forma di umana sofferenza in un seme che a tempo opportuno nascerà e porterà frutto. La sofferenza genera una nuova sensibilità, ci aiuta a comprendere e a capire le piaghe che ricoprono noi stessi e gli altri. Ma l’eremita, vicino alla fanciulla, indica soprattutto che l’afflizione cristiana è una dimensione interiore, potremmo definirla, il pianto dell’anima. E’ un concetto complesso e nello stesso tempo semplicissimo quello del pianto interiore. Esso è il crogiolo che purifica il male commesso, la chiave che apre la porta dell’umana comprensione, la sorgente da cui nasce la nostra e l’altrui salvezza, il crocevia indispensabile per volare in alto, verso il Regno che non avrà fine.

Le lacrime tutto trasformano. Parlavamo prima di due personaggi: la fanciulla e l’eremita. Mi piace pensare che  la prima figura si trasformi piano, piano nella seconda. Per consolare bisogna prima essere consolati, per diventar eremiti bisogna essere stati fanciulle con gli occhi pieni di lacrime. Questa è la forza dell’amore: trasformare l’afflizione in consolazione, la fanciulla in eremita.

“Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia”. Ora sappiamo e comprendiamo la profondità e la bellezza di queste parole pronunciate da Gesù.

don Luciano Vitton Mea

 

briciole di vangelo

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