Le ragioni delle dimissioni di Benedetto XVI

George W. Bush, Pope Benedict XVI

 

La notizia delle dimissioni del Santo Padre provocano nel nostro animo un senso di smarrimento e di inquietudine; se da un lato le ragioni del Santo Padre sono comprensibili e degne del massimo rispetto dall’altro suscita in noi una domata:  può esserci un papa emerito? Il codice di Diritto Canonico prevede tale possibilità,  la storia invece conosce solo il tragico epilogo della vita di Celestino V. Di fronte a scelte di tale portata storica il silenzio e la preghiere rimangono le uniche risposte più serie e convincenti. Riportiamo le motivazioni delle dimissioni di Celestino V e di Benedetto XVI

Dimissioni di Celestino V : “Io Celestino V, mosso da ragioni legittime, per bisogno di umiltà, di perfezionamento morale e per obbligo di coscienza, per debolezza del corpo, per difetto di dottrina e per cattiveria del mondo, per l’infermità della persona, al fine di recuperare la pace e le consolazioni del mio precedente modo di vivere, liberamente e spontaneamente, mi dimetto dal Pontificato…”

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 Dimissioni di Papa Ratzinger:  Carissimi Fratelli, vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice.

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