L’ipocresia

L’ipocrisia ama frequentare i salotti buoni, mettersi ai primi posti, ostentare  abiti sfavillanti ma confezionati nella penombra della maschilità; è una lucciola che non riscalda, è la morte del cuore, il vuoto che si rende presentabile con pochi tocchi di cipria.  Marguerite Yourcenar, scrittrice francese e prima donna eletta alla Académie française sottolinea:  “L’ipocrisia degli uomini? Non esageriamola. La maggior parte pensa troppo poco per pensare doppio”. In realtà l’ipocrisia più che il pensiero intacca l’esistenza stessa dell’uomo:  divide la lingua dal cuore, il dire dal fare, il primato della Parola dal culto. Ma per non scivolare in dissertazioni dal sapore accademico diamo ancora una volta il primato alle immagini.  Cesare Ripa presenta l’ipocrisia  come una donna con la faccia e le mani ricoperte di lebbra, vestita di pelle di pecora bianca, con una canna verde in mano, ricoperta di foglie verdi e un pennacchio; i piedi saranno nudi e ugualmente lebbrosi, con un lupo che esce sotto la veste di essa, e un cigno vicino. Interessanti sono le paro di commento del Ripa: ” Quello, che disse Cristo Signor Nostro in San Matteo al 23 cap. basta per la intelligenza di questa imagine, perché volendo improverare a gli Scribi, e Farisei la loro Hipocrisia, disse, che erano simili a Sepolcri, che sono belli fuori, e dentro pieni d’ossa d’uomini morti, e di puzza”.  In sostanza, per il nostro autore, l’ipocrisia non è altro che una finzione di bontà e di santità, una schizofrenia esistenziale, un morbo che colpisce lo spirito rendendolo doppio e falso. La si dipinge donna lebbrosa vestita di abito bianco perché il colore della veste indica l’abito virtuoso che artificiosamente ricopre la lebbra del peccato; la canna verde è il classico simbolo dell’ipocrisia perché crescendo con abbondanza di foglie, dritta e bella non fa poi alcun frutto se non una sterile piuma e dentro è vuota e piena di vento. il cigno riprende il medesimo concetto del giunco. Le piume sono bianche e candide ma la carne è nera, immangiabile; la simbologia del lupo è tanto chiara ed evidente che non ha bisogno di ulteriori spiegazioni. L’ipocrisia mina l’essenza delle cose e lo stato effettivo della coscienza, riduce l’uomo a maschera, sposta il baricentro della vita all’esterno, ostenta un’integrità e una purezza inesistenti. Detto con parole crude e  lapidarie l’ipocrisia è la falsificazione dei sentimenti, del cuore e quindi della vita stessa dell’uomo.