Martedì: Una domanda perenne

peppola-a30495571Parola di Dio

Gesù diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non cre­dete che lo Sono, morirete nei vostri peccati». Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando avrete innal­zato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che lo Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.

Riflessione

«Tu, chi sei?». È la domanda perenne di chi si trova da­vanti a Gesù. Nel corso di questo tempo quaresimale Gesù si è presentato a me, come fece allora ai Giudei. Gesù è la Luce del mondo, Gesù mi rivela il volto di Dio, che ama, salva, perdona. E ancora una volta sono posto di fronte al bivio, alla sfida: accettare o non ac­cettare. “A queste sue parole, molti credettero in lui “, così annota l’evangelista Giovanni. Il peccato, il man­care la meta per cui siamo creati, consiste per i Giudei e per noi nel non credere. Gesù ci indica una via: via di fede, di apertura a Dio, di accoglienza della sua testimonianza e della sua Parola