Morire alle proprie idee

Per amare, bisogna incessantemente morire alle pro­prie idee, alle proprie suscettibilità, alle proprie co­modità. La via dell’amore è tessuta di sacrifici. Nel no­stro inconscio le radici dell’egoismo sono profonde; costituiscono spesso le nostre prime reazioni di dife­sa, di aggressività, di ricerca del piacere personale. Amare non è soltanto un atto volontario in cui si porta pazienza per controllare e superare la propria sensibilità, (è un inizio), ma è una sensibilità e un cuo­re purificati che vanno spontaneamente verso l’altro. E queste purificazioni profonde non si realizzano che grazie a un dono di Dio, una grazia sgorgata dal più profondo in noi stessi, là dove risiede lo Spirito. «To­glierò dalla vostra carne il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne, e metterò in voi il mio Spirito» (Ez 36,26). Gesù ci ha promesso di mandarci lo Spirito Santo, il Paraclito, per comunicarci questa nuova ener­gia, questa forza, questa qualità del cuore che fanno sì che si possa accogliere veramente l’altro — perfino il nemico — così com’è: sopportare tutto, credere tutto, sperare tutto. Imparare ad amare richiede tutta una vita, perché occorre che lo Spirito Santo penetri tutti gli angoli nascosti del nostro essere, tutte quelle par­ti in cui ci sono paure, timori, difese, gelosie.

Jean Vanier