Oggi tutto tace

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Oggi tutto tace. Contempliamo, nel silenzio del Sabato Santo, una croce vuota e un sepolcro sigillato. Tutto tace perché «il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi». Nell’icona della discesa agli inferi è rappresentato il Cristo che, vivo, discende nel regno dei morti. Le porte scardinate sono stese ai suoi piedi. Il regno della morte va in rovina perché ora vi è entrato il Vivente. La Luce penetra le tenebre per sconfiggerle definitivamente. Cristo, luminoso nelle sue candide vesti dorate, risolleva Adamo ed Eva dalla colpa. Nel sonno del Sabato Santo Gesù entra nelle profondità del mistero umano, libera la sua creatura dalla morte e la rende eterna. Visita le viscere della terra, salva non solo un popolo, non solo il presente e il futuro ma anche il passato, cioè tutta la storia, tutti gli uomini, ogni singolo uomo. Gesù è posto in un sepolcro per distruggere il “corruttibile” e rendere incorruttibile colui che era stato tratto dal fango. Ci ricorda il profeta Osea:  «O morte, sarò la tua morte, o inferno, sarò il tuo sterminio» (Os 13, 14).  E con puntiglio sottolinea San Leone Magno: “Morendo, infatti, subì le leggi della tomba, ma, risorgendo, le infranse e troncò la legge perpetua della morte, tanto da renderla da eterna, temporanea. «Come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo» (1 Cor 15, 22)”. La discesa agli inferi di Gesù svela anche il mistero di un Dio che scende nell’abisso del nostro nulla per distruggere la morte dell’anima, cioè il peccato; Dio visita tutti gli “inferni umani”, sana le nostre ferite, scaccia i demoni della cattiveria, ci libera dal principe del male che, per invidia, ci offre il frutto della dannazione. Sotto questo punto di vista la discesa agli inferi non è avvenuta solo nel giorno in cui il “Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano”; infatti tutte le volte che un’anima lontana dalla Grazia divina, perché oppressa dal  peso di un peccato mortale, si accosta al confessionale misticamente e realmente Gesù scende nel suo inferno e la libera dal regno delle tenebre. Si, tutte le volte che ci confessiamo, Gesù, il risorto, dice alla nostra anima: «A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell’inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un’unica e indivisa natura».