Quando il male resta solo

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Sostiene D. Bonhoeffer’, grande testimone cristiano, impiccato dai nazisti nel campo di concentramento di Flossembiirg: «Si può vincere l’altro, solo lasciando che la sua malvagità si sfinisca in sé, non trovando ciò che cerca, cioè l’opposizione e con questa dell’altro male, al quale infiammarsi sempre più. Il male diventa impotente se non trova alcun oggetto, alcuna opposizione, ma viene subìto e sofferto pazientemente. «Qui il male si incontra con un avversario più forte di lui; certo, però, solo lì dove è annullato anche l’ultimo resto di opposizione, dove la rinuncia a rendere male per male è totale. Il male qui non può raggiungere il suo scopo di generare altro male; resta solo». Allorché io abbandono il campo della contesa (stavo per dire “sciocca”, ma ogni contesa è sciocca), non sono uno che fugge, lascia il campo aperto al male. Semplicemente, mi sposto nel territorio della vita e lascio che l’odio si sfinisca e muoia nel suo arido deserto.