Questo popolo mi onora con le labbra

Fratelli, siamo umili, deponendo ogni vanagloria, vanità, stoltezza, ira e adempiamo ciò che sta scritto; lo Spirito santo dice, infatti: «Il saggio non si vanti della sua saggezza, né il forte della sua forza, né il ric- co della sua ricchezza, ma chi si vanta si vanti nel Signore, di cercarlo e di praticare il diritto e la giustizia» (cfr. Ger 9,22-23; 1 Re 2,10; 1 Cor 1,31; 2Cor 10,17) . Ricordiamoci soprattutto delle parole del Signore Gesù, quando ci insegnava la benevolenza e la grandezza d’animo. Così diceva: «Siate misericordiosi per ottenere misericor­dia; perdonate per essere perdonati, come farete, così sarà fatto a voi; come date, così sarà dato a voi; come giudicate, così sarete giudicati; la bontà che usate, sarà usata con voi; la misura con la quale misurate, verrà usata con voi»  . Attacchiamoci saldamente a questo comandamento e a questi pre- cetti per procedere umili e obbedienti nelle sue sante parole; dice infatti la sua santa Parola: «A chi rivolgerò lo sguardo, se non al mite, al pacifico e che teme le mie parole?» (Is 66,2) . Uniamoci, dunque, a quelli che vivono la pace nella fede, non a quelli che fingono di volerla con ipocrisia. Dice infatti: «Questo popolo mi onora con le labbra e il suo cuore è lontano da me» (Is 29,13; Mc 7,6) . E ancora: «Con la loro bocca benedicono, con il loro cuore maledicono» (Sal 61 [62],5). E ancora: «Lo amavano con la bocca e con la lingua gli mentivano, il loro cuore non era retto con lui, né rima nevano fedeli alla sua alleanza» (Sal 77). E…] Cristo appartiene agli umili e non a quelli che si elevano sopra il suo gregge. Lo scettro della maestà di Dio, il Signore Gesù Cristo, non è venuto nella vanagloria e nell’orgoglio, anche se avrebbe potuto, ma nell’umiltà, co­me lo Spirito santo aveva detto di lui. Sta scritto infatti: «Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione? E il braccio del Signore a chi fu rivelato? Noi l’abbiamo annunciato in sua presenza: è come un bam­bino, come una radice in terra arida; non ha apparenza, né gloria» (Is 53,1-2) . Vedete, carissimi, quale modello ci è dato!

CLEMENTE DI ROMA, Lettera ai Corinti 13.15-16, SC 167, pp. 120-126