RICCO MA POVERO

Tepee
Non ci sono dubbi che negli ultimi millenni abbiamo fatto enormi progressi. Siamo riusciti a volare come uccelli, a nuotare sott’acqua come pesci, andiamo sulla luna e mandiamo sonde su Marte. Ora siamo persino capaci di clonare la vita. Eppure con tutto questo progresso non siamo in pace né con noi stessi né con il mondo attorno. Anzi, l’uomo non è mai stato tanto povero da quando è diventato così ricco. (Tiziano Terzani) 
L’Occidente sazio, orgoglioso, potente si sta rivelando sempre più affamato, misero e debole. La ragione è proprio nel suo essere pieno di cose ma vuoto di verità, bontà, bellezza, spiritualità. Il filosofo tedesco Martin Heidegger nel 1950 scriveva: «Il tempo della notte del mondo è tempo di povertà. Il mondo è già diventato tanto povero da non sapere riconoscere la mancanza di Dio come mancanza». Il progresso è, sì, importante perché apre nuovi orizzonti; la tecnica ci rende più agevole la vita; la scienza ci spiega tanti segreti della natura. Ma l’uomo e la donna hanno in sé un mistero di trascendenza, di amore, di verità che supera ogni dimensione spaziale e temporale. Ed è per questo che anelano a una pienezza assoluta, coltivano desideri illimitati, cercano di raggiungere il divino, attendono una spiegazione sul senso ultimo della vita e dell’essere.