Ricordare con tenerezza
Dio ricorda, con “affetto e tenerezza” (Ger 2,2). Il ricordo infatti è ben diverso dalla rabbia e dalla nostalgia. La rabbia serve solo a gettare sull’altro le colpe: “Io sapevo.., te l’avevo detto… era chiaro che doveva finire così…!”. Quante volte nella verifica della nostra vita usiamo queste amare espressioni, per mettere le mani davanti ed uscirne noi puliti e l’altro incolpato! La nostalgia poi è solo rimpianto per il passato. Ma non ne viene nulla al mio presente. Anzi, spesso la nostalgia rende ancora più amara la vita presente. La verifica chiede allora di abbandonare questi due sentimenti ostili ed inutili: la rabbia e la nostalgia. Si deve invece assumere la modalità del ricordo! Un ricordo che è orientato a far rivivere il passato, perché il passato ci aiuti a ricuperare forza e speranza per il nostro presente. È un ricordo allora che si fa memoriale! Ecco lo stile di Dio: “Voglio ricordarti come mi eri fedele negli anni della tua giovinezza, come mi amavi quando erifidanzata”. Straordinario! Dio guarda al passato di una persona sempre con un occhio contemplativo, stupito. Ricorda la gioia e l’amore. Come per una coppia di sposi. Il passato è sempre soffuso dalla gioia del fidanzamento. Comunque sia la tua vita, resta sempre nel tuo cuore la tenerezza di quegli anni, che non potrai mai dimenticare. Perché tu eri “unico/a”. Nessun concorrente. Tutto era esclusivo, tutto girava attorno al cuore l’uno dell’altro.

