Riflessione del Sabato santo: dubitate che io sia cristiano?
Dubitate ch’io sia cristiano? Ma se mi confesso e mi comunico tutti gli anni, a Pasqua E se fosse «il pagare le decime della menta e del cimino» una cioè delle tante «comodità» della pratica esteriore, che può anche costarmi nulla perché in antecedenza ho svuotato il Sacramento dai suoi impegni umani o divini? Perché vado in Chiesa mi credo cattolico. Ma quanto c’è di veramente cattolico nella mia religione? Forse, non ho mai posto il dito sulle piaghe particolaristiche del mio «credo»; forse, non mi sono ancora accorto che il mio cattolicismo è invaso da tutte le angustie del mio pensiero e del mio cuore e che sotto quel nome contrabbando la difesa dei miei interessi. Un particolarismo schietto è meno brutto di un uni versalismo raccorciato; un materialismo ateo è meno rivoltante di un «materialismo cattolico».

