Sfigurare il futuro

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La vita degli uomini è fondata su tre pilastri: passato, presente e futuro. Non di rado le persone però restano intrappolate nel passato e soffocate dalle preoccupazioni del presente, dal desiderio di accumulare ricchezze, dimenticandosi di essere figli di Dio. E’ la riflessione che papa Francesco ha offerto Sabato 22 Giugno celebrando la santa messa nella cappella della Casa Santa Marta. “Le ricchezze e le preoccupazioni del mondo — ha spiegato — soffocano la Parola di Dio e non la lasciano crescere, (…) ci tolgono dal tempo”. Così, ha proseguito il Pontefice, scordiamo che “il pilastro del passato è quello dell’elezione del Signore”, quello del futuro è il cammino verso la promessa di Dio e quello presente è la nostra risposta a questo Padre tanto buono. Con il Battesimo, ha aggiunto papa Francesco, siamo eletti in amore; non dimentichiamo mai che il Signore è fedele e non ci delude: “ Dimenticare il passato, non accettare il presente, sfigurare il futuro: questo e quello che fanno le ricchezze e le preoccupazioni. Il Signore ci dice: tranquilli, cercate il Regno di Dio e la sua giustizia, tutto il resto verrà. Chiediamo al Signore la grazia di non sbagliarci con le preoccupazioni, con l’idolatria delle ricchezze; sempre avere memoria che abbiamo un Padre che ci ha eletti, avere memoria che questo Padre ci promette cose buone e camminare verso quella promessa, avere i coraggio di prendere il presente come viene”. I continui moniti di Papa Francesco contro l’idolatria del denaro sono un tratto fondamentale del suo magistero ordinario; il Santo Padre prende sul serio i detti di Gesù sull’economia, quel “non si può servire Dio e mammona”. Le parole di papa Francesco  lasciano intendere con chiarezza che le preoccupazioni terrene e l’attaccamento ai beni materiali distruggono il tessuto umano delle persone, creano una sorta di anamnesi per cui il passato, il presente e il futuro vengono offuscati, meglio, per usare le parole del Santo Padre, “sfigurati”.  Solo la memoria della nostra dignità, la chiara consapevolezza che dobbiamo fidarci di un Dio che è Padre, non dei vani idoli fabbricati dalle nostre mani, ci permette di crescere in umanità, nel bene e nella bontà.

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 don Luciano Vitton Mea

 

 

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