Spighe vuote e colme

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I sapienti sono come spighe di grano: finché sono vuote si alzano diritte e fiere; ma appena sono colme di chicchi, cominciano ad abbassare la testa. (San Tommaso)
L’immagine adottata è molto efficace ed è desunta dalla campagna, attraverso uno  sguardo veloce e immediato. Le spighe vuote e leggere si levano in alto,  ondeggiano festose sopra la distesa delle spighe colme di chicchi che invece si  piegano e si nascondono. La parabola è limpida: chi continua a segnalarsi, a  stare sulla cresta dell’onda, ad amare la visibilità, il primo piano, la  notorietà è spesso fatuo e vacuo. Basti solo pensare ai personaggi televisivi,  quei “famosi” che svettano dappertutto ma che per fortuna sono destinati ad  essiccarsi senza lasciare traccia. Il sapiente ama la riflessione pacata, la  quiete, il silenzio e l’umile nascondimento, convinto com’è che il seme della  saggezza è destinato a durare attraverso la sua fecondità, generando dopo di sé  altra vita. Ai nostri giorni, ritmati dalla legge dell’apparire, questo  atteggiamento di serietà può essere anche perdente. Ma è la storia a esaltarlo  ed è la coscienza a giustificarlo. Cantava il poeta Eliot nei suoi Quattro quartetti: «L’unica saggezza che possiamo sperare di acquistare/ è la saggezza
dell’umiltà».

briciole di vangelo

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