Come in una capanna

Serata di tango

Durante la festa delle capanne, gli Ebrei costruivano abitazioni fatte di frasche, case insicure poco stabili, e per otto giorni ci vivevano dentro, per ricordarsi , che la stabile dimora è in uomo. La mia vita è sicura, se la affido a Dio, mediante Gesù Cristo. Questa è la vita del cristiano, vivere in questo mondo ma in una sorta di capanna, come dei forestieri, meglio, pellegrini. Ci ricorda la lettera a Diogneto: “I cristiani non si differenziano dagli altri uomini  né per territorio, né per il modo di parlare, né per la foggia dei loro  vestiti. Infatti non abitano in città particolari, non usano qualche strano  linguaggio, e non adottano uno speciale modo di vivere. Questa dottrina che essi  seguono non l’hanno inventata loro in seguito a riflessione e ricerca di  uomini che amavano le novità, né essi si appoggiano, come certuni, su un  sistema filosofico umano.  Risiedono poi in città sia greche che barbare, così  come capita, e pur seguendo nel modo di vestirsi, nel modo di mangiare e nel  resto della vita i costumi del luogo, si propongono una forma di vita  meravigliosa e, come tutti hanno ammesso, incredibile. Abitano ognuno nella  propria patria, ma come fossero stranieri; rispettano e adempiono tutti i doveri  dei cittadini, e si sobbarcano tutti gli oneri come fossero stranieri; ogni  regione straniera è la loro patria, eppure ogni patria per essi è terra  straniera. Come tutti gli altri uomini si sposano ed hanno figli, ma non  ripudiano i loro bambini. Hanno in comune la mensa, ma non il letto.  Vivono nella carne, ma non secondo la carne. Vivono  sulla terra, ma hanno la loro cittadinanza in cielo. Osservano le leggi  stabilite ma, con il loro modo di vivere, sono al di sopra delle leggi. Amano  tutti, e da tutti vengono perseguitati. Anche se non sono conosciuti, vengono  condannati; sono condannati a morte, e da essa vengono vivificati. Sono poveri e  rendono ricchi molti; sono sprovvisti di tutto, e trovano abbondanza in tutto.  Vengono disprezzati e nei disprezzi trovano la loro gloria; sono colpiti nella  fama e intanto viene resa testimonianza alla loro giustizia. Sono ingiuriati, e  benedicono; sono trattati in modo oltraggioso, e ricambiano con l’onore.  Quando fanno dei bene vengono puniti come fossero malfattori; mentre sono puniti  gioiscono come se si donasse loro la vita. I Giudei muovono a loro guerra come a  gente straniera, e i pagani li perseguitano; ma coloro che li odiano non sanno  dire la causa del loro odio.  Insomma, per parlar chiaro, i cristiani  rappresentano nel mondo ciò che l’anima è nel corpo. L’anima si trova in  ogni membro del corpo; ed anche i cristiani sono sparpagliati nelle città del  mondo. L’anima poi dimora nel corpo, ma non proviene da esso; ed anche i  cristiani abitano in questo mondo, ma non sono del mondo. L’anima invisibile  è racchiusa in un corpo che si vede; anche i cristiani li vediamo abitare nel  mondo, ma la loro pietà è invisibile”.