Non voler essere grande

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Sii piccolo, molto piccolo. Non avere più di due an­ni, tre al massimo. Perché i bambini più grandicelli sono dei bricconi che cercano già d’ingannare i loro genitori con inverosimili bugie. Hanno la malizia, il fornite del peccato, ma non han­no quell’esperienza del male che permetterà loro di ac­quistare l’«arte» di peccare, di coprire con parvenza di verità la falsità dei loro inganni. Hanno perduto la semplicità, e la semplicità è indi­spensabile per essere piccoli davanti a Dio. Bambino mio, perché ti ostini a camminare sui trampoli? Non voler essere grande. Bambino, sempre bam­bino, anche se stessi per morire di vecchiaia. Che un bambino incespichi e cada, non sembra strano a nes­suno: suo padre si affretta a rialzarlo da terra. Quando colui che inciampa e cade è grande, il pri­mo moto è di riso. A volte, passato quel primo im­pulso, il ridicolo cede alla pietà. Ma i grandi devono alzarsi da soli. La tua triste esperienza quotidiana è piena di in­ciampi e di cadute. Che sarebbe di te se non fossi sem­pre più bambino? Non voler essere grande. Resta bambino; e, quando inciampi, ti risollevi la mano di Dio tuo Padre.

Josemar a Escrivó de Balaguer