C’è buio in me


«C’è buio in me, in te invece c’è luce; sono solo, ma tu non mi abbandoni; non ho coraggio, ma tu mi sei di aiu­to; sono inquieto, ma in te c’è la pace; c’è amarezza in me, in te pazienza; non capisco le tue vie, ma tu sai qual è la mia strada»  (D. Bonhoeffer, Preghiera del matti­no, 1943).

 

 

Il suo focolare, la sua casa

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Una delle immagini più dolci e profonde del Dio biblico è quella del “buon Pastore”. Essa ci suggerisce la sua cura premu­rosa e la forza del suo intervento per vincere i nemici della li­bertà e della dignità del suo popolo; ci dice il suo essere una guida sicura per il difficile e tormentato cammino della nostra vita. In modo particolare Dio è Colui che raduna e i prende cura dei poveri e dei diseredati. In tutte le pagine dei suoi libri, Dio ci raccomanda i suoi figli poveri, i suoi figli diseredati. Ascoltiamo la sua voce. Siamo i padri, i fratelli, i figli di questi infelici; siamo la loro consolazione, il loro rifugio, il loro asilo, il loro focolare, la loro casa paterna. Saremo così i padri, i fratelli, i figli di Gesù; la sua consolazione, il suo rifugio, il suo aiuto, il suo focolare, la sua casa. Non inquietiamoci per coloro ai quali non manca nulla, ai quali pensano tutti. Occupiamoci di coloro ai quali manca tutto, ai quali non pensa nessuno. Siamo gli amici di quelli che non hanno amici. Meditia­mo le piaghe di Lazzaro piuttosto che far doni al ricco, per quanto ciò sia buono. Siamo i padri, i fratelli, i figli degli abbandonati, dei diseredati, dei miseri; saremo i padri, i fratelli, i figli di Gesù…  Quanto dobbiamo stimare ogni essere umano, quanto dobbiamo amare ogni essere umano! È il figlio di Dio. Dio vuole che i suoi figli si amino tra loro come un tenero padre vuole che i suoi bambini si amino tra loro. Amiamo ogni uomo perché è nostro fratello e perché Dio vuole che lo consideriamo e l’amiamo tenerissimamente come tale, perché egli è figlio di Dio beneamato e adorato!