Alla scuola di Gesù
Gesù, nostro Maestro, ci insegna con le parole e con i fatti, intimamente connessi, intrecciati, a vivere come Lui, che:
– è mite, di quella mitezza che sa unire fine e mezzi, che mai si stanca.
– è umile di cuore, cioè ci guarda con fiducia e tenerezza; pensa bene, opera con fiducia, sa capire; gioisce per il tuo piccolo passo.
– cavalca un asino, un puledro, figlio d’asina… (Zc 9,9). Immagine bellissima. Non un cavallo, potente, forte, vincente. Ma un puledro, un asinello, con il quale entra in Gerusalemme, osannato dai piccoli e dai giovani, incompreso dai grandi e dai dotti che pretendono di imporre il silenzio alla gioia dei piccoli, gesto impossibile, perché proprio dai piccoli sgorga quello stupore che vince oggi la noia nel cuore dei nostri ragazzi…
– Fa sparire i carri da guerra…, con un’immagine efficacissima e precisa. Un ingresso di novità sconvolgente. Basta con le armi di guerra, con le spade e le lance. Forgiate, divengono aratri per il lavoro nei campi.
– E si spezza l’arco di guerra (Zc 9,10), in una esigente scelta di vita. Non sono le armi che conquistano il mondo. Ma la mitezza: Beati i miti, perché possederanno la terra.
– Annuncia la pace, cioè sa indicare ai ragazzi di ogni tempo la strada della non violenza, della preghiera, della fiducia, del dialogo, della responsabilità nei confronti del creato.
Ecco allora, il suo giogo è dolce ed il suo peso è leggero.

