Una mano forte
Anche Gesù un giorno si trovò a far visita ad una donna ammalata, a letto per una febbre violenta. Era la suocera di Pietro, che abitava in una piccola casa a due passi dalla grande sinagoga di Cafarnao, una cittadina sul mare di Galilea. Si avvicina, la prende delicatamente per mano, e la “solleva”. Ebbene quella mano forte e affettuosa allontana la febbre, e la donna, guarita, si mette subito a “servire” Gesù e i suoi amici (cf. Mc 1,29-31) È un episodio simbolo. Una donna ammalata, spossata dalla febbre, costretta a letto. Incapace di alzarsi. Impedita. È un po’ il simbolo di tante nostre terre. Vi si legge una mano stanca e scoraggiata. Progetti futuri spezzati e infranti. Una “febbre” che ci portiamo dietro da molto. Ci pare di non poterci mai più rialzare… Ma il testo vivacissimo di Marco risveglia in noi un inatteso brivido di vita. Gesù è lì, nella tua casa, si avvicina al tuo letto di dolore, ti prende per mano, ti guarda negli occhi… e ti solleva. Ti fa rialzare, ridandoti vita, innestando nel tuo cuore germogli di speranza. E la vita rinata si trasforma in servizio, spontaneo e riconoscente. La mano che ha sollevato quella donna diventa ora la mano che serve il Maestro seduto al tavolo di casa. Stanchezza, speranza, servizio.

