Cisterne screpolate

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Dentro di me c’è una sorgente molto profonda. E in quella sorgente c’è Dio. (dal diario di Etty Hillesum, ebrea olandese eliminata dal nazismo ad Auschwitz nel 1943 a soli 29 anni).

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Etty (diminutivo di Ester) riconosce che in ciascuno di noi Dio è presente come se fosse una sorgente nascosta: è profonda e celata agli sguardi, ma se non ci fosse noi ci estingueremmo presto, perché non è possibile vivere senz’acqua. Spesso, però, invischiamo spiritualmente perché su quella sorgente vengono gettate in dosi massicce pietrisco e sabbia, e l’acqua scorre a fatica, compressa sotto il peso che vi abbiamo imposto. Sono le banalità, i vizi, le preoccupazioni, il peccato, la superficialità, insomma, quella lunga lista di realtà negative o secondarie che ci riducono solo a carne e steriliscono lo spirito. Il profeta Geremia ha un’immagine folgorante che dovrebbe farci riflettere oggi assieme alle parole della Hillesum: «Hanno abbandonato me sorgente d’acqua viva per scavarsi cisterne screpolate che non tengono l’acqua».

 

 

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