Commento al Vangelo del giorno – 07 Settembre – Tendi la tua mano!

Il Vangelo di oggi: Lc 6,6-11

mano-apertaUn sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo. Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo. Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita. Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

Commento al Vangelo di oggi:

La mano destra paralizzata impedisce di dare e di ricevere, di lavorare, di procurare il cibo per sé e per la propria famiglia. Il fatto che il «segno» di guarire la mano avvenga di sabato, a noi non impressiona più come ai contemporanei di Gesù. Ma il «comando» rimane. Noi dobbiamo tendere la mano a Dio per essere pronti a tenderla al prossimo per aiutare, sicuri che per tutti Gesù farà come a Pietro: «Tese la mano, lo afferrò e gli disse: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”»

La contrapposizione nei confronti del Cristo da parte del Giudaismo ufficiale cresce man mano che il Redentore annuncia e testimonia la buona novella dell’amore. La grettezza e la miopia spirituale sono “avversi” al messaggio di salvezza universale. I nemici del Signore non tollerano, in nome della legge, che egli possa mostrarsi così buono verso tutti, specialmente verso i più deboli e poveri in nome di Dio. Gli scribi e i farisei non riescono — e forse non vogliono — comprendere la novità che Cristo sta annunciando. Sono preoccupati prevalentemente che la legge, come loro stessi la interpretano e di cui si sentono custodi esclusivi, sia osservata e dimenticano così lo scopo ultimo per cui il Signore ha dato delle leggi per il suo popolo. Gesù nel vangelo di oggi sfida apertamente
i suoi avversari. È bello e consolante vedere che il Signore pone l’uomo al centro: così egli ne dichiara il primato e la sua sublime dignità. Egli già sta dicendo ai suoi oppositori e a noi tutti che prima della legge vi è l’uomo, anzi, il cuore stesso della legge è l’uomo, con le sue miserie, le sue più urgenti necessità, la sua salvezza e la sua guarigione. Il culmine dell’insipienza è la reazione che gli scribi e i farisei mostrano dopo che Gesù ha compiuto il miracolo: «Ma essi furono pieni di rabbia e discutevano fra di loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù». Quando dinanzi alla bontà divina sgorga in noi la rabbia, vuol dire che la perversione ha raggiunto gli abissi più profondi.